I tuoi numeri mentono - la verita dietro il coinvolgimento social

Non farti ingannare quando gli strumenti social media promettono informazioni dettagliate su un piatto d’argento. Potrebbero tentare di accecarti con il loro aspetto scintillante consegnando nel contempo numeri intriganti che però non fanno tornare i conti.

Sappiamo quanto sia facile confondere un ‘like’ o ‘share’ con un coinvolgimento significativo nei confronti del contenuto o con l’acquisizione di un nuovo fan. Tuttavia, dare un’occhiata oltre i numeri spesso ci svela un’immagine diversa.

Ecco perché da molto tempo siamo sostenitori dell’analisi umana dietro al clamore dei social media, specialmente quando si deve valutare il successo di una campagna.

Fai attenzione ai social media bot che portano doni

Come forse saprai, i ‘bot’ sono programmi o algoritmi che pubblicano automaticamente sui social media, ma appaiono al mondo come veri utenti umani.

Ci sono anche bot ‘umani’ – persone pagate per pubblicare su siti social media o manualmente o grazie a strumenti di pubblicazione automatici.

Questi utenti e i loro post spesso appaiono genuini. Un recente articolo su Forbes Magazine ha rivelato che il 30% degli utenti viene ingannato dai bot post.

Quindi con macchine che fingono di essere persone vere, e persone vere che agiscono come macchine, è difficile misurare il tuo coinvolgimento organico.

Amato o Preso di Mira? La Verità ti Renderà Libero

Durante un progetto recente, non riuscivamo a capire se certi utenti di social media rappresentassero un vero coinvolgimento organico.

Abbiamo notato che alcuni supporter su Twitter condividevano un video di YouTube pubblicato da un altro marchio ben conosciuto. Questi utenti sembravano ‘veri’ nel senso che avevano una presenza on-line oltre Twitter. Nessuna presenza tracciabile all’esterno di Twitter spesso è un segno che si ha a che fare con un bot. Inoltre avevano un numero ragionevole di follower i quali anche se sembravano genuini dalla facciata, sembravano reali utenti coinvolti dal contenuto del brand, ma dovevamo averne la certezza.

Poi abbiamo notato che la maggior parte del loro post riguardava altre campagne per brand molto conosciuti senza alcuna preferenza per quanto riguarda la categoria prodotto, ad esempio pubblicavano qualcosa su un collutorio e il giorno dopo qualcosa sull’olio per motori. I loro follower e quelli che loro seguivano avevano dei comportamenti su Twitter molto simili. Tuttavia, l’attività era abbastanza sporadica da non indicare un piano pagato. Perché?

In media pubblicavano uno o due tweet al giorno e pubblicavano su ciascuna campagna solo una volta. I post ripetuti su campagne individuali rappresentano un altro segno di attività pagata o bot.

Benché ritenessimo che questi utenti fossero persone vere, non siamo stati in grado di decifrare le motivazioni che avessero per pubblicare. Una teoria era che stavano cercando di costruire una propria base di follower e avevano pensato che pubblicare qualcosa di marche ben conosciute potesse essere d’aiuto.

Potremmo non conoscere mai la vera motivazione dietro questi post. Ma quello che importa è che questi utenti non sono stati coinvolti dal contenuto dalla campagna e non sembravano interessati al brand che conduceva la campagna stessa.

Senza addentrarci nei dati, non avremmo raggiunto la conclusione adeguata. Questo chiaramente ha delle implicazioni per il successo della campagna, mentre i numeri di prima linea suggerivano una prospettiva diversa.

La lezione qui è non bisogna diffidare completamente dai numeri, ma bisogna prendersi il tempo di comprenderli appieno prima di poter prendere qualsiasi decisione strategica. Potresti non ottenere i risultati iniziali che speravi, ma otterrai le informazioni di cui hai bisogno.



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