Social media - la era del consolidamento

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La strategia digitale non può prescindere dal tema della frammentazione del mondo social, una sfida per tutti i comunicatori, tuttavia sembra ormai giunta l’era del consolidamento.

L’audience: il vertice del conflitto

Per assicurarsi la sopravvivenza i social network devono raggiungere una massa critica. Una cifra le sintetizza tutte: 1,44 miliardi, il numero degli utenti di Facebook (per adesso). Il dato è impressionante… ma approssimato per difetto! Whatsapp e Instagram cumulano 900 milioni di utenti, e sono entrambi brand della galassia di Mark Zuckerberg. La portata di Facebook è più ampia di quanto possa sembrare.

In un tale contesto è difficile emerga un outsider, soprattutto tenendo conto che I giganti del settore hanno un enorme peso finanziario, che permette loro di acquisire ogni social network che mostri una presa sul pubblico e accalappiare i talenti che li hanno progettati, una strategia conosciuta come acqui-hiring. Un buyout implica però l’accordo tra le parti: tre milioni di dollari non sono bastati a Facebook per comprare SnapChat… ma non ha importanza! A Menlo Park hanno sviluppato subito un’applicazione simile – Slinhshot – che permette agli utenti di scambiarsi foto e video in modalità ephemeral.

Per farla breve, i nuovi attori potrebbero avere tutto ciò che serve per essere il riferimento del futuro, ma spesso manca loro l’audience. Una soluzione però ci sarebbe: capitalizzare un’audience già esistente. Un esempio concreto? Periscope, un’applicazione live-streaming che pesca l’audience di Twitter, o Merkaat, il suo diretto concorrente, che è integrato con Facebook.

Verso un incubatore digitale di nuove tendenze?

Il mondo digitale sta diventando sempre più app-centrico, non sorprende che i social network più popolari siano applicazioni che non offrono una versione online. Potrebbe essere il segno di una moda passeggera?

Tutto indica che il futuro dei social media procederà su due piani: da un lato un gruppo ristretto di leader, inclusi Facebook e Twitter, dall’altro gli sfidanti, che proporranno progetti per tutti i gusti.

I leader continueranno ad acquistare i social network emergenti o in alternativa a duplicare i servizi dei concorrenti. Assisteremo inoltre a un’ulteriore consolidamento, che consentirà loro di diventare punti focali nell’ecosistema mediatico e di portare maggior coerenza nelle strategie cross mediali dei brand.

Di quando in quando un nuovo social network riuscirà a entrare nel ristretto club dei grandi, ma in un settore così competitivo alla lunga non basta aver lanciato un progetto originale: bisogna offrire un servizio difficile da duplicare. Foursquare ne sa qualcosa… qual è il social network che ormai non includa la geolocalizzazione nella sua piattaforma?



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