The (r)evolution of (Brand) Content

Ormai tutti i brand hanno sviluppato una content strategy sia per il B2B, sia per il B2C. Ma il vero problema di quando si realizza una strategia, è il corretto posizionamento del brand. Da inesistente a pervasivo: dove dovrebbe stare il tuo brand?

Brand…I pregiudizi sui contenuti

Brand content e content marketing non devono essere raggruppati insieme, anche se molti brand li mescolano ancora.

Branded content è un termine coniato dai pubblicitari che hanno realizzato che le loro strategie necessitavano di un’evoluzione per non affievolirsi e morire. Il branded content tende a essere il concetto su cui si basa la campagna: è la creazione di un contenuto editoriale ad hoc. Di solito invece si utilizza una dose massiccia di product placement.

Dall’altro lato, il content marketing è incentrato sulle relazioni e nel produrre, selezionare e condividere contenuti che si basano sui bisogni degli utenti e che aggiungono valori tangibili. In sostanza non si parla di sé, ma si creano contenuti che inducono il pubblico a compiere azioni che porteranno un profitto all’azienda. 

Non credo ci sia un modo giusto o un modo sbagliato per farlo. Tutto dipende dalla tua strategia e dai tuoi obiettivi, ma è una buona idea iniziare con una chiara definizione della tua strategia.

Brand Content

Molte campagne iniziano come una tipica campagna di branded content, ma finiscono per trasformarsi in content marketing. Questo è in parte il motivo per cui è difficile apprezzare differenze tra i due.

Il brand Sanofi ha vinto in Francia il “Grand Prix du Brand Content” 2016 per la campagna “Team de Nuit”. La campagna è iniziata in modo standard, con un sito dedicato alla promozione di “Novanuit”, un prodotto per aiutare chi soffre di insonnia o di sonno disturbato. In seguito è stata creata una community digitale notturna, con la partecipazione di esperti che insegnavano alle persone come dormire meglio. Alla fine si è instaurato un rapporto di fiducia tra gli utenti della community, di conseguenza il marchio stesso è diventato meno rilevante. Il concetto chiave che emerge è che la presenza del Brand non dovrebbe essere continua. Dovrebbe apparire solo al momento giusto e ritirarsi una volta che l’impression ha colpito nel segno.

Secondo Andrew Davis, esperto di marketing, i comunicatori dovrebbero accantonare il branded content, e concepire nuovi contenuti per i brand. In un mondo “opt-in”, il futuro appartiene ai professionisti del marketing e della comunicazione che sappiano sfruttare la potenza dei sostenitori, e che apprezzino le relazioni a lungo termine al di là di visualizzazioni, impression e like.

Generando contenuti di nicchia i comunicatori possono rivolgersi ai consumatori nella loro lingua. Questo richiede un contesto significativo, che a volte può essere controverso, ma crea un valore per tutti i soggetti coinvolti.

 





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