Google Home, Amazon Echo, Facebook Aloha…: quale ruolo giocano gli assistenti intelligenti nel settore delle vendite?

Gli assistenti intelligenti risultano semplici da usare come un semplice comando vocale, ma non vale lo stesso per i responsabili marketing che devono pensare a come utilizzarli per posizionare il proprio brand. Ma sarà così importante integrare queste nuove piattoforme all’interno della pianificazione o hanno i loro giorni contati?


Media, brand ed inserzionisti pubblicitari: la rivoluzione degli assistenti intelligenti sta arrivando!

Secondo lo studio di Kantar Media Social Media Trends 2018, l'Intelligenza Artificiale continua ad avere una forte presenza nel settore dei social media e svolge un ruolo importante in questo settore: algoritmi sempre più complessi, rilevamento di falsi account e spam, riconoscimento facciale , analisi del comportamento predittivo, elaborazione del linguaggio e sistemi di dialogo, assistenti virtuali… Gli assistenti intelligenti stanno aprendo sempre più opportunità di business per piattaforme come Google, Amazon o Alibaba. In poco più di un anno sono diventati un fenomeno mondiale, crescendo anche più degli smartphone o dei dispositivi di realtà virtuale. E questo è solo l'inizio ... Facebook lancerà presto due nuovi tipi di assistenti intelligenti: Fiona e Aloha.
Entriamo in una nuova era tecnologica, in cui, attraverso semplici domande come "Google, quali sono le ultime notizie sulla Champion League?" o "Quali sono le notizie più importanti del giorno?" o ordini come "Accendi la televisione", cambiano il modo in cui accediamo alle informazioni. Secondo lo studio di Kantar media DIMENSION 2018, più di un utente connesso su dieci proveniente dai cinque mercati pubblicitari più importanti al mondo ha utilizzato a un certo punto uno speaker intelligente o un altro assistente vocale.

Le nostre abitudini di consumo stanno cambiando a passi da gigante. Proprio come i social network anche questi nuovi dispositivi stanno cercando di cambiare il rapporto tra il marchio e il consumatore. In termini di esperienza, significa maggiore produttività quando si comunica un messaggio. Ad esempio, attraverso la voce emettiamo 150 parole, rispetto alle 40 che avremmo dovuto scrivere nello stesso arco di tempo. Tuttavia, in termini di potenziale operativo offerto, i marchi non hanno la capacità di integrare tutte le proprie competenze e azioni nei propri dispositivi.
A sua volta, man mano che l'uso di questo strumento progredisce e si diffonde, potrebbe essere sviluppato un nuovo modello pubblicitario basato sul riconoscimento vocale. Secondo le proiezioni di Gartner, il 30% delle ricerche su Internet nel 2020 sarà realizzato attraverso altoparlanti intelligenti, che potrebbero rappresentare una grande opportunità per i marchi nei prossimi anni. Inoltre, si potrebbero stabilire partnership in tutti i settori di consumo per promuovere alcuni marchi e includerli tra i suggerimenti degli assistenti vocali.

Brand e assistenti intelligenti: Quale sarà la loro relazione?

Mentre le nuove tecnologie aprono la strada ad un'esperienza maggiormente personalizzata per l'utente, il loro arrivo risulta essere invece una grande sfida per i professionisti del marketing e della comunicazione. Ad eccezione dei brand che possono vantarsi di associarsi con i principali attori del mercato, il voice marketing potrebbe finire per diventare un gioco pericoloso. Ad esempio, Amazon garantisce che il modo migliore per un marchio di avere un buon riferimento del suo assistente intelligente, Alexa Shopping, è di avere un buon prodotto in Amazon Prime, che include un buon prezzo o buone recensioni. Cosa succederà quando uno di questi giocatori permetterà di modificare il suo algoritmo e, quindi, le regole del gioco?
Anche se è irrealistico cercare di fare a meno delle innovazioni di Google, di Facebook e di altre società, il monopolio detenuto da questi giganti del web è chiaramente a rischio.
Inoltre, nell'era degli ad-blocker, è difficile pensare che il consumatore sarà favorevole allo sviluppo di un modello di pubblicità vocale che interferirà con la loro vita quotidiana in maniera sempre più intrusiva. Infatti le piattaforme sono ancora restie a proporre nuove soluzioni pubblicitarie ai brand, sebbene si orientino verso una maggiore redditività. Gli annunci pubblicitari dovono essere quindi limitati alle raccomandazioni che si adattano alle esigenze degli utenti.

Intent marketing

Con l'avvento degli assistenti intelligenti e con i progressi dell'Intelligenza Artificiale, nei prossimi anni dovremmo assistere all’ascesa del marchio conversazionale che genererà interazioni personalizzate con i suoi consumatori. Ma non è tutto! La novità è che i consumatori saranno i primi ad esprimersi e il marchio procederà rispondendo individualmente ad ogni utente. Per essere efficace, il contenuto deve essere completamente personalizzato, contestualizzato e richiesto dal consumatore.
La sfida principale è quindi quella di offrire esperienze capaci di creare un'abitudine nel consumatore. Sebbene i sistemi di riconoscimento vocale siano ancora piuttosto rudimentali, presto avranno la possibilità di "decodificare" le intenzioni che stanno alla base delle ricerche degli utenti. In questo senso, i marchi non solo saranno più accessibili, ma saranno anche integrati nella vita quotidiana del consumatore e ascolteranno le sue esigenze quotidiane. Ad esempio, se l'utente chiede allo smart speaker di "cercare le ultime scarpe da calcio Adidas Predator 18", i marchi saranno in grado di identificare le informazioni del consumatore e fornire maggiori dettagli sul processo di acquisto.


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