Il Media Monitoring in tempo di crisi: tendenze e consigli

 

Questo è un momento paradossale per il mondo dei media: nonostante si registri un grande audience televisivo e un gran numero di lettori di siti news, gli investimenti pubblicitari continuano a precipitare. Vi è però una particolarità per i formati pubblicitari digitali: sono quelli meno colpiti in quanto "beneficiano di una crescita organica legata all'esplosione dell'e-commerce". Ciononostante, si registra un trend in diminuzione degli investimenti pubblicitari. Lo stesso trend è previsto per la radio, mentre la stampa sembra essere il media più pesantemente colpito dalla crisi.

In questo contesto, i media si stanno dunque mobilitando e reinventando (adattando contenuti, creando newsletter specifiche, live media, concorsi, consigli pratici, interattività, ecc…). Quelli digitali sono in realtà in ripresa e lo si registra da uno studio Kantar, che ha rivelato un aumento del 70% della navigazione sul web in tutto il mondo. Ciò è vantaggioso anche per la stampa, che ha visto di conseguenza aumentare gli abbonamenti digitali. Ma che dire dei brand e delle istituzioni? Come mostra il Barometro Covid-19 di Kantar, nei numerosi webinar a cui hanno partecipato diverse migliaia di persone nel Regno Unito, in Francia, in Asia, ecc… gli intervistati hanno affermato di voler essere coinvolti quotidianamente dai brand. "È quindi necessario comunicare, anche a rischio di vedere il proprio marchio indebolirsi", ha dichiarato Pierre Gomy della divisione Insights di Kantar.

 

La comunicazione deve quindi adattarsi a questo nuovo contesto. Nell'ecosistema dei media e delle comunicazioni, il monitoraggio e l'analisi dei media – che ci permettono di misurare l'impatto mediatico - sono ancora molto necessari a seguito di una campagna. La crisi di Covid-19 ha addirittura accelerato tre tendenze nel settore del media monitoring:

  • Comunicazione di crisi e monitoraggio in tempo reale. In questo contesto, molti brand e istituzioni stanno lavorando sulla comunicazione di crisi. La pandemia da Covid-19 ha sottolineato la necessità che i servizi di monitoraggio siano più reattivi e proattivi. Quando i metodi e i processi di lavoro delle aziende vengono interrotti dal lavoro in remoto, rispondere rapidamente alle esigenze quotidiane del cliente finale è una sfida. Attenersi alle informazioni in tempo reale, in particolare ai notiziari televisivi e radiofonici, diventa così un requisito fondamentale per il monitoraggio dei media in tempo di crisi, come lo è anche il rilevamento dei rischi mediatici.
  • Gestione delle notizie false. Alcuni mesi fa, Kantar ha evidenziato quale fosse l'impatto delle notizie false sui marchi. In un momento di crisi, il rischio di notizie false e di brand bashing è maggiore che in tempi normali, anche se solo l'11% degli intervistati dichiara di ricevere notizie attraverso i social network durante l'attuale crisi. Una persona su due ha invece affermato che il modo migliore per rimanere informati è ancora attraverso i media nazionali. Questo 11% rimane comunque importante, poiché si tratta di un debole segnale che talvolta può generare ripercussioni a livello nazionale.
  • Il monitoraggio social e dei media tradizionali. Naturalmente i social media, guidati da Twitter, rimangono importanti. Inoltre, stiamo anche assistendo a un veloce aumento dei nuovi mezzi di comunicazione digitali, come i podcast nativi. Ma soprattutto il pubblico è alla ricerca di notizie cosiddette "verticali", che siano state convalidate e riconosciute da veri giornalisti ed esperti. In un momento di crisi, siamo sorpresi di vedere questo rinnovato interesse per i media tradizionali, che una persona su due considera una "fonte affidabile e credibile" - anche più delle informazioni governative. Il monitoraggio social mantiene così la sua posizione e rimane importante, ma il monitoraggio dei media tradizionali rimane un fattore determinante nella valutazione delle campagne di comunicazione.

 

A queste tendenze, possiamo aggiungere tre consigli per questo periodo di crisi: 

  • Rimanete in contatto! Ora che l'inizio della crisi è alle nostre spalle, stiamo gradualmente iniziando ad adattarci al nuovo ambiente di lavoro. Tuttavia, rimanere in contatto con giornalisti e influencer è essenziale per le vostre campagne di comunicazione. La crisi è un'opportunità per rinnovare questi legami che sono vitali per la vostra attività professionale. 
  • Ridefinite il vostro ambito di monitoraggio! La vostra comunicazione sta cambiando a causa della crisi? Ridefinite le vostre esigenze di monitoraggio e riconsiderate gli argomenti e i temi del monitorare, riadattandoli se necessario. Come risultato di questa ridefinizione, anche le vostre priorità e i vostri obiettivi di monitoraggio dovrebbero evolvere nel breve, medio e lungo termine.
  • Rivalutate la tempistica del vostro impatto mediatico e del rumore! La crisi sta modificando i tempi della vostra comunicazione? McKinsey prevede che l'economia attraverserà quattro fasi nei prossimi mesi: l'incertezza dell'inizio della crisi (Q1/Q2), l'urgenza della crisi (Q2), una breve recessione (Q3) e il ritorno della crescita (Q4). Sta a voi adattare la vostra comunicazione di conseguenza. 
    Anticipare vi darà più di un semplice vantaggio.


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